Dakar-Bamako - Il silenzioso tour della solidarietà



Presentazione del Tour - Foto di gruppo

Dal 17 al 22 Marzo si è svolta l’edizione numero zero della Dakar-Bamako, ribattezzata Il silenzioso tour della solidarietà perché completamente organizzato con il mezzo di trasporto più silenzioso al mondo: la bicicletta! Avevamo dato qualche mese fa la notizia per primi in questo sito del progetto voluto e sostenuto dalla UISP (Unione Italiana Sport Popolare) in collaborazione con il comitato Bici d’Italia in Africa e alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che si è svolto tutto in territorio del Senegal.



Il Ministro dello Sport con Daniele Masala

Non è stata una corsa ma un tour, non una competizione ma una missione di solidarietà internazionale. La volontà degli organizzatori è stata quella di dare vita a un tour silenzioso perché lontano dal fragore dello sport spettacolo, capace di ascoltare l’ambiente e le comunità locali. Si è trattato di un’edizione pilota con un percorso di quattro tappe in Senegal, in vista della prima edizione completa che si terrà nella primavera 2010 che unirà la capitale del Senegal a quella del Mali. Alla partenza di Dakar vi erano una rappresentanza del ciclismo senegalese e 14 ciclisti italiani, con la prestigiosa presenza del pluricampione olimpico di pentatlon moderno, Daniele Masala. Insieme a lui era presente Filippo Fossati, presidente nazionale della UISP e Carlo Balestri, responsabile Internazionale.



Roberto Rinaldi e Daniele Masala

Nella delegazione anche la presenza piemontese con Roberto Rinaldi, presidente territoriale UISP Cirié -Settimo, che ha partecipato alla missione in rappresentanza di Peace Games, l’Organizzazione Non Governativa UISP che si occupa di progetti di cooperazione sviluppo internazionale. Rinaldi ha voluto ricordare che “oltre allo scopo di organizzare il tour ciclistico la delegazione UISP aveva il compito di stringere relazioni con ONG Italiane che operano in Senegal e con Associazioni Senegalesi, per individuare progetti di cooperazione allo sviluppo ai quali Peace Games possa partecipare, contribuendo con le competenze che sa esprimere meglio: quelle sportive.



Bambini a Goré

Nelle tappe del tour ci si è fermati a visitare progetti già realizzati e in via di realizzazione da parte di ONG Italiane e locali. Abbiamo visitato progetti a Dakar, Gorè, Joal, Fatik, St. Louis e altri villaggi senegalesi. Alcuni progetti riguardano il sostegno all’istruzione, come “un aquilone per Yenne”, inteso a migliorare le strutture scolastiche di questo villaggio. Un altro ha come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente attraverso la differenziazione dei rifiuti e la realizzazione di impianti di compostaggio, per la verità molto artigianali e costruiti con fondi limitati. Un altro ancora sostiene il recupero delle giovani donne al lavoro attraverso corsi di formazione professionale, per evitare il diffuso fenomeno dell’emigrazione verso la capitale e la prostituzione. Rinaldi è sceso nel dettaglio e ha illustrato uno dei progetti sportivi che verranno messi in piedi:

Abbiamo visitato realtà poverissime dove non esistono attualmente progetti finanziati ma le necessità di intervento sono prioritarie, come quella del villaggio di Foundiougne, dove si vive di pesca e, paradossalmente, c’è la più alta percentuale di vedove del Senegal poiché nessun pescatore sa nuotare!

Stiamo valutando la possibilità di inviare nostri istruttori e formatori di nuoto per istruire bambini e formare istruttori locali. Le possibilità di Intervento per Peace Games sono davvero molte, nei prossimi mesi lavoreremo per dare loro concretezza.

Bell'esempio di valore sociale dello sport che ha nella sua concretezza una buona dose di fantasia!


(Dario De Vecchis)

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