Infermiera a Kangeta (Kenya) - susanna

Ciao, per raccontare tutta la storia ci vorrebbero giorni,quindi cerco di riassumere il più possibile. Sono stata in Kenya e precisamente a Kangeta una delle tante missioni della Consolata e in tutto il mio viaggio è durato poco più di 3 settimane. Kangeta si trova nel Meru, che a sua volta si trova negli altipiani centrali poco sopra l'Equatore a 1800 metri di altezza. La missione in cui mi trovavo è gestita ormai da gente del posto, preti e suore che ho trovatodavvero in gamba e soprattutto con uno spirito davvero speciale,come solo loro credo possano avere. La mia attività non era ben definita,sono arrivata in un periodo un po' caldo a livello politico: era in corso uno sciopero degli insegnanti che durava da agosto perquestioni economiche,inoltre a dicembre ci saranno le elezioni politiche e x questo motivo c'è un po' di fermento: dicono che si rischia un colpo di stato e comunque in ogni caso non si prevede un futuro roseo a quanto pare. Torniamo al viaggio: ho visto diverse missioni,un orfanotrofio,un centro per bimbi denutriti (nel quale mi sarei voluta fermare un po',essendo io infermiera, peccato fosse il giorno prima della partenza), una missione che raccoglieva i ragazzi dalla strada perfarli studiare, ho visitato una missione del Cottolengo dove si trovano ragazzi handicappati e dove c'è un bel reparto di maternità, la foresta, un acquedotto costruito da un personaggio fantastico,un italiano che vive ormai li da 45 anni e che ha fatto un lavoro straordinario costruendo questo acquedotto in una montagna immerso completamente nella foresta. Come turista infine ho visto il parco naturale del Meru, il parco naturale di Nairobi e il museo nazionale;credo di non dimenticare nulla.
Molte cose mi hanno colpita e sicuramente segnata sia in positivo che in negativo. Le cose positive sono state la gioia, il calore e l'ospitalità che mi hanno circondata: ho potuto constatare quello che pensavo ossia che la povertà crea generosità e calore umano adispetto della nostra ricchezza e materialismo. La gioia della preghiera, sebbene io non sia praticante, quello che per loro rappresenta la chiesa come comunità, i canti, i balli... ballano sempre! E non ti dico quando hanno imparato la macarena... Mi sono innamorata dei loro occhi,dei bambini. Le cose negative sono innanzitutto:gli uomini che non lavorano ma che stanno stravaccati ai bordi delle strade a masticare la merà, la sporcizia e l'ignoranza ma soprattutto le condizioni sanitarie; sono stata unpò nel dispensario della missione in cui mi trovavo e ho visitato un piccolo ospedale a Maua e ne sono rimasta sconvolta:questa gente muore per motivi assurdi e non ha nessuna possibilità, nulla, e questo è davvero sconcertante soprattutto sapendo che laricchezza nel Paese c'è e non viene utilizzata come dovrebbe anzi si cerca di mantenere l'ignoranza del popolo per continuare ad approfittarne..ma qui si cade in altri discorsi. Per non parlare delle bidonville di Nairobi. Meno male che ci sono i missionari. Comunque mi sono portata a casa un bel pò di ricchezza interiore, ho imparato tantissimo e sono stata felice di vivere la vera Africa (ti assicuro che è stato così: avventure sui matatu, rischio di venire rapinati per strada...), quella che non esiste sui depliant turistici! Ho cercato di riassumere il più possibile il mio viaggio;mi piacerebbe sapere di più riguardo Hakuna matata e grazie per il benvenuto.

Susanna

2 commenti :

Anonimo ha detto...

Ciao Susanna, sono un'infermiera anch'io, e tra poche settimane mi rechero' a Kangeta dove staro' per circa un mese. Mi hanno detto di questo dispensario, e staro' lì per tutto il periodo. Quali sono le principali attività di cui si occupa? Com'è Kangeta?
Ciao,
Patrizia

Anonimo ha detto...

Stella
Ciao Susanna, sono anch'io una infermiera e vorrei andare in una missione umanitaria....come faccio?
la mia mail: salomeathea@alice.it