Lettere dalla Guinea - alessandra

20 novembre 2002
E' la terza settimana di Africa e le cose sembrano andare meglio: quando sono partita domenica 3/11 mi é venuta la febbre, così a Parigi ho avuto giusto il tempo per farmi visitare da un dottore, impasticcarmi ben bene e ripartire per Conakry. Il "paesaggio" é stato desolante,l a città é molto lunga, ai bordi delle strade ci sono catapecchie, che ti domandi come fanno a stare in piedi, dove vive gente, molto sporco, molto traffico. Attualmente sono ospite del direttore paese pam (country director) che é italiano: ti puoi immaginare una villa con tanto di giardino e piscina.


Sveva, sua moglie, mi tratta come se fossi sua figlia. Ma credimi, nonostante questo, volevo realmente partire e tornare a casa, non facevo che star male, piangere e chiedermi cosa ci facevo qui. Ora va molto meglio: la scorsa settimana sono stata a Dabola, nell'entroterra, sono stata per la prima volta in un campo di rifugiati sierra leonesi, ho assistito ad una distribuzione alimentare, ho iniziato a capire, a lavorare, a conoscere gente. Sono stata bene. Ora sono di nuovo a Conakry e partirò la prossima settimana per Kissidougou. Questo non é assolutamente un paese di turismo, la gente é poverissima, c'é corruzione ed é essenzialmente una dittatura (altro che repubblica democratica), ma agli USA sta bene così! Credo che a dicembre sarò trasferita a N'zérekoré (a sud, vicino alla Costa d'Avorio ed alla Liberia).

28 novembre 2002
Il 9 dicembre partirò in missione per Nzérékoré (a sud della Guinea) per 4 mesi, a fine aprile si vedrà. Non so se li avrò l'opportunità di accedere ad internet (a Dabola era impossibile) perciò, bisognerà vedere. Dove andrò, a Nzérékoré, si avverte decisamente la situazione del colpo di stato in Costa d'Avorio tant'è che il pam laggiù si sta preparando ad accogliere per l'anno prossimo rifugiati (o guineani che vivevano in Costa d'Avorio e che a causa della guerra scappano per tornare in patria). La situazione alla frontiera é tesa perché le autorità guineane fanno passare solo i guineani mentre non permettono ai cittadini della Costa d'Avorio di entrare in Guinea. Anzi, mi hanno raccontato che i guineani devono dimostrare di essere tali per poter essere accolti (fanno interviste, controllano documenti, chiedono da quanti anni hanno lasciato il paese..). Insomma, non é semplice. In più, nel campo di Guékédou, dove lavorerò, bisogna andare con la scorta a causa dei ribelli sierra leonesi. Naturalmente acqua in bocca!


31 gennaio 2003
Sono tornata ieri pomeriggio a Conakry. Purtroppo a N'Zérékoré non c'é la possibilità di accedere ad internet, proverò a scrivere dalla boite professionale del pam. Ho festeggiato il 31 da MSF (medici senza frontiere): hanno organizzato una simpatica festa con buffet ed abbiamo ballato fino alle 3 della mattina. N'Zérékoré é cool! Abbiamo una marea di lavoro e dobbiamo tutti i giorni far fronte all'urgenza, all'afflusso di rifugiati ed evacuees che arrivano in Guinea. Abbiamo 3 campi di transito dove l'HCR "accoglie" (se così si può dire) i rifugiati - soprattutto liberiani - che scappano dalla Costa d'Avorio, abbiamo messo, insieme ad UNHCR, OCHA, UNICEF, in marcia un sistema di raccolta di info alle frontiere in collaborazione con le autorità guineane. Sono stata più volte alla frontiera, ho visto i ribelli dall'altra parte del ponte e li ho sentiti sparare! In questo periodo ci sono una marea di missioni diplomatiche, politiche in N'Zérékoré per vedere e valutare la situazione, soprattutto nel campo di Lainé (é un campo di rifugiati liberiani) la cui capacità é di 6.000 persone ed tutt'ora se ne trovano 9042! La settimana scorsa ho preso la malaria: tutto bene, ho trovato un bravissimo dottore ad MSF che mi ha fatto 3 punturoni, mi ha dato tutta una serie di pasticche, compresse ed ora va molto meglio.

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